domenica 21 gennaio 2024

Chiesi a Dio - Kirk Kilgour

 Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi;
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse salute per realizzare grandi imprese;
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perché io potessi apprezzare tutto.
Signore non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini nessuno possiede quello che io ho.

- Kirk Kilgour - 

foto dal web

Kirk Kilgour nato a Los Angeles il 28 dicembre 1947 e morto a Roma il 10 luglio 2002.
Atleta californiano, angelo biondo di quasi due metri è stato campione indiscusso del volley negli anni ’70.Giocò nella nazionale USA di pallavolo.
L’8 gennaio 1976 durante un allenamento avvenne un terribile incidente in conseguenza del quale subì la paralisi di tutti e quattro gli arti. Dopo quel giorno, costretto a vivere su un a sedia a rotelle, non si arrese mai. Generoso, coraggioso, caparbio, un uomo eccezionale.
 Kilgour ha vissuto con grandissimo coraggio e forza d’animo su una sedia a rotelle, adattata alle sue particolari esigenze, grazie alla quale è riuscito anche a svolgere varie attività: da commentatore sportivo, a scrittore, ad analista del volley.
Kirk Kilgour in occasione della sua ultima visita in Italia, in Piazza S. Pietro durante la giornata del Giubileo degli ammalati dalla sua sedia a rotelle  recitò la sua preghiera alla presenza di Sua Santità Giovanni Paolo II. A Kirk Kilgour è intitolato il palasport di Ariccia.


foto dal web

Buona giornata a tutti :-)



venerdì 19 gennaio 2024

Perché sono nato, dice Dio – Lambert Noben

 Sono nato nudo, dice Dio

perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero
perché tu possa considerarmi l'unica ricchezza.
Sono nato in una stalla
perché tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte
perché tu creda che posso illuminare
qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio
perché tu non abbia mai a vergognarti
di essere te stesso.
Sono nato uomo
perché tu possa essere "dio".
Sono nato perseguitato
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio
per portare tutti alla casa del Padre.

 - Lambert Noben -


Buona giornata a tutti :-)



mercoledì 3 gennaio 2024

La leggenda della Befana


C’era una volta una vecchietta, che viveva in una casa piccola e malandata, distante dal villaggio.
La vecchietta usciva ogni mattina per fare legna nel bosco, poi tornava a casa e si sedeva accanto al focolare insieme al suo gattino.
Il suo nome era Befana.
Befana aveva la fama di essere una maga e nessuno si spingeva fino alla sua casetta isolata, tanto più in inverno, quando i venti gelidi colpivano a raffica e la neve cadeva copiosa.
Una fredda sera di gennaio, Befana sentì all’improvviso bussare alla sua porta. Naturalmente si spaventò: chi poteva essere, a quell’ora e con quel tempo?
All’inizio non voleva aprire, ma poi la curiosità la vinse e si trovò davanti a tre orientali riccamente vestiti, che erano scesi dai loro cammelli per chiederle quale fosse la strada per raggiungere Betlemme.
La vecchietta stupefatta si chiese perché mai volessero andare a Betlemme. I tre orientali (e già, proprio loro, i Re Magi!) le raccontarono che stavano andando a portare dei doni al Bambino Gesù e la invitarono a unirsi a loro.
La poverina ci pensò un po’, ma non se la sentiva proprio di partire con quel freddo. Così diede loro le indicazioni che chiedevano e li lasciò andare.
Poi, però, si pentì e cercò di raggiungerli, montò a cavallo della sua scopa (un po' maga lo era davvero!) per cercarli e andare con loro a rendere omaggio a Gesù, ma non riuscì più a trovarli.
Fu così che ebbe un’idea: andare in tutte le case e lasciare un dono ad ogni bambino, nella speranza che uno di loro fosse Gesù.
Da allora Befana ha continuato, anno dopo anno, a portare i suoi doni a tutti i bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.

Buona giornata a tutti :-)


seguimi sul mio canale YouTube